Progetto 923

Scheda Tecnica

Autore: Enzo Mari
Anno: 1968
Misure: 44 x 60 cm
Tipologia: litografia
Materiale: inchiostro su carta
Provenienza: Opera donata dall’artista nel 1976


Codice di inventario:
1347

Progetto 923

Enzo Mari

La litografia che state osservando è un oggetto apparentemente innocuo; incolore e geometrico, porta in realtà dei valori di grande radicalità nel modo di concepire l’arte e le sue funzioni. Esso è innanzitutto un’opera di grafica, a tiratura limitata ma pur sempre un oggetto non unico. Gli anni sessanta sono il momento cruciale per lo sdoganamento definitivo dell’oggetto artistico dall’idea di un originale e irripetibile atto di coscienza dell’autore; il problema della produzione in serie o di massa permeava ogni campo di ricerca. Gli artisti e i designer – ed Enzo Mari è una figura importantissima per entrambi gli ambiti – partecipano a una riflessione più ampia su ideologia e intenzioni della progettazione per l’uomo, verificando nel proprio lavoro gli strumenti di una grande responsabilità sociale. “La qualità si realizza per ciò che è collettivo, l’altro da sé, e non per ciò che è individuale”, afferma l’artista, chiarendo proprio come la produzione di massa ponga le questioni più vivide sulla qualità della vita. Comune ad arte e design è l’importanza del progetto. Il progetto è, infatti, il luogo delle possibilità, l’ambito in cui vengono segnati gli orizzonti etici di ogni azione; gli oggetti prodotti sono le tappe che coprono le distanze verso tali orizzonti. L’obiettivo più specifico dell’arte cinetica e programmata è quella di “attrezzare il fruitore ad una percezione lucida e critica del reale” (Argan). Tutto l’operato di Enzo Mari, negli esiti artistici dal 1952 al 1968 e in quelli legati al design, considera l’oggetto una pratica di conoscenza e il fruitore come colui che riceve, completa e divulga, con il proprio comportamento, tale esperienza. Nell’opera Progetto 923, il disegno tracciato è una progressione (o regressione) matematica di una misura unitaria: presa infatti come unità base il modulo più esterno, il più piccolo, tutto lo sviluppo avviene per la variazione regolare di questa unità. Il concetto di modulo stesso è portatore di grande senso: esso è la particella minima, l’elemento inerte che moltiplicato, combinato e variato, dà vita alle strutture complesse, significative. (FMC) 


Autore, Titolo, 1158