Archeologia

Scheda Tecnica

Autore: Emilio Tadini
Anno: 1972
Misure: 100 x 81 cm
Tipologia: dipinto
Materiale: acrilico su tela
Provenienza: Opera donata dal Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate nel 1973


Codice di inventario:
172

Archeologia

Emilio Tadini

Archeologia mescola due differenti ambiti di interesse per il pittore milanese: l’analisi degli esiti più raffinati della Pop Art inglese e la passione per surrealismo e metafisica. L’opera infatti, composta attingendo dall’immaginario della pubblicità e del design grafico, presenta un ambiente domestico vuoto, silenzioso e che si staglia netto, contrastando il fondo bianco e piatto, quasi fluttuante come la scritta che ricorda i saldi di fine stagione. A rendere ancora più enigmatica la scena sono presenti una serie di solidi geometrici disposti sul tavolino tra le due poltrone. Il dipinto appare immediatamente nella sua potenza metaforica: dalla citazione della società dei consumi, alla pubblicità,  ma anche al mondo dell’arte e della sua storia. Come sottolinea Roberto Sanesi “In questo spazio in cui si sposta – come su uno schermo cinematografico – un eterogeneo flusso di ready made e deja vu (stereotipi presi dalla storia dell’arte, dal supermercato, dalla letteratura, dalla pubblicità, ecc., sradicati dal loro contesto come in cerca di una nuova coesione), si realizza l’ipotesi del 'realismo globale' di Tadini”. Per approfondire ulteriormente la riflessione sull’opera del maestro milanese ed in particolare il periodo di contatto con la Pop Art, va sottolineato come parte fondamentale della ricerca dell’artista fosse l’esecuzione dei propri progetti, non solo per tele singole, bensì per cicli. Archeologia è dunque contestualizzabile all’interno di una serie di lavori (dallo stesso titolo, realizzati tra 1972 e1973) dove, scrive Quintavalle, l’archeologia è “intesa come scavo, come ricerca di oggetti, oppure archeologia come memoria? Tadini sceglie la seconda strada: per lui archeologia è quella del sapere. Archeologia è quindi e prima scomposizione perchè il sogno, e la pittura dissociano, isolandoli, gli oggetti, poi ricerca di associazioni diverse che siano comunque significative". (AC)

 


Autore, Titolo, 1158