Twist & Shout

Scheda Tecnica

Autore: Marco Lodola
Anno: 1986
Misure: 110 x 150 cm
Tipologia: dipinto
Materiale: perspex
Provenienza: Opera donata dal Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate nel 1987


Codice di inventario:
488

Twist & Shout

Marco Lodola

Twist & Shout è un’installazione bidimensionale che rappresenta un gruppo di sagome umane colte e congelate in un passo di danza. L’opera fa parte di quel movimento artistico postmoderno chiamato Nuovo Futurismo di cui Lodola fu uno dei fondatori. I Nuovi Futuristi mutuavano dallo storico movimento d’avanguardia l’atteggiamento di propositiva ammirazione per la modernità, omaggiandola con l’uso di materiali innovativi come plastiche e smalti. Nello specifico l’arte di Lodola inneggia alla gioia, la musica e la danza, come confermano i soggetti scelti per i propri lavori, spesso, come nel caso di Twist & Shout, ispirati a eleganti coreografie di ballo.

Le forme in perspex, che ritraggono personaggi senza volto intenti a ballare, sono diventate un vero e proprio logo, tratto inconfondibile dell’artista. Spazio e tempo, temi cari a Futuristi, sono rivisti in chiave postmoderna: il tempo si blocca descrivendo una moltitudine di gesti, mentre per lo spazio Lodola nega la visione tradizionale, escludendo la cornice e con essa i confini, senza rinunciare al classico inganno percettivo della prospettiva (le sagome più lontane sono realmente più piccole di quelle in primo piano). Un po’ quadro e un po’ scultura, l’opera porta i segni della modernità. Anche le forme sono essenziali, pochi colori e molta trasparenza che rivela la natura del materiale; sembra che l’autore ammicchi al linguaggio pubblicitario, caratterizzato da estrema sintesi ed efficacia comunicativa, adeguata all’atmosfera metropolitana. Scrive lo stesso Lodola in un suo componimento: “Questo è un programma di cosmesi urbana generale, ridisegnare la metropoli, rivalutare l’epidermide, le superfici, la pubblicità, l’affiche. Sintesi e illustrazione. L’umanità anonima e senza volto, in un mondo che comunica con i gesti e i movimenti del corpo. Plastica. Pittura industriale a smalto. Trasparenza. Dimensione simultanea della profondità e delle superfici”.  Questi versi, che riassumono molti aspetti della poetica di Lodola, non fanno altro che guardare indietro al Futurismo, mantenendo uno sguardo attivo sul presente. In quanto al futuro, Lodola inserirà nei lavori successivi un’altra componente, ulteriore tratto inconfondibile e inevitabile: la luce al neon. (LG)

 


Autore, Titolo, 1158