Presagio inquieto

Scheda Tecnica

Autore: Rodolfo Aricò
Anno: 1995
Misure: 165 x 80 cm
Tipologia: dipinto
Materiale: acrilico su tela
Provenienza: Opera donata dal Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate nel 1996


Codice di inventario:
725

Presagio inquieto

Rodolfo Aricò

La sensazione visiva che si prova davanti a quest’opera è quella di una certa insicurezza pittorica, come se l’opera apparisse tremula o non rifinita. Questa lama di buio affonda nel colore bianco incerto che arrossisce in diversi punti. Ma anche se la forma scura è più prepotente, non riesce a vincere su tutta la superficie; mentre in alcune parti del quadro siamo certi che i colori abbiano un limite netto e siano disposti su piani, in altri punti, laddove ci sono piccole incertezze o assenze o sporcature, il colore inganna la percezione e i piani scompaiono o s’invertono. In queste impurità convivono le scelte dell’artista assieme alla vitalità della pittura che, se non completamente dominata, cola, macchia, si aggruma, secondo leggi e andamenti della sua natura. Tutti gli accadimenti del colore sulla tela sono cari ad Aricò il quale li ricerca come piccoli “eventi provocati alla materia” in cui la pittura, reagendo, sfuggendo, afferma la sua esistenza. La sua è infatti un’idea di pittura non statica, che abbia un aspetto vibratile e che conservi nella sua forma finale una traccia visibile dell’energia che l’ha costruita. La pittura di Aricò non è mai completamente addomesticata ma neanche del tutto libera; essa è frutto di procedimento congiunto e di congiunta, testarda esistenza dell’artista e della sua materia. Questa doppia natura della pittura di Aricò è il probabile sviluppo di interessi, studi e frequentazioni della formazione, dalle ricerche del Realismo esistenziale alla forza propulsiva dell’Informale. Così, nel suo lavoro, si sommeranno i temi della prossimità tra arte e vita, con la missione di una materia pittorica viva. In un testo molto intenso e personale dal titolo Dov’è il senso?, l’artista racconta “Ma cos’è la paura tragica di vedere un mio dipinto sulla parete del mondo fuori di me?! E quel dipinto con i miei segni, graffi, macchie stesure, campiture, tessiture, sagome cosa sono? Perché provo pena e solitudine per questi oggetti? Sono animati o inanimati? Animare, immettere, o scoprire il fondo nascosto permettendone la sua emergenza”. (FMC)

 

 


Autore, Titolo, 1158