La colomba

Scheda Tecnica

Anno: 1930
Misure: 19 x 33,5 cm
Tipologia: dipinto
Materiale: olio su cartoncino
Provenienza: Opera concessa in deposito dalla famiglia Ferrazzi nel 2007


Codice di inventario:
1200

La colomba

Gino Severini è stato un artista che ha percorso le diverse fasi della pittura italiana ed europea. Dopo l’esordio divisionista, è uno dei protagonisti della grande stagione cubo-futurista e negli anni trenta, nell’ambito del gruppo di Novecento, trova la massima affermazione, per arrivare infine a quella sintesi astratta che costituisce la definitiva messa in crisi delle correnti naturaliste e accademiche.
La colomba appartiene al periodo di “rappel à l’ordre” e di ritorno alla tradizione figurativa, il tema infatti è quello classico della natura morta. L’ispirazione dall’antico si traduce in un’immagine piena di fascinazione poetica in cui si celebra la vita silenziosa degli oggetti quotidiani e della natura. L’opera, sorvegliatissima nello stile, è in bilico tra il capriccio fantastico e la visione realistica. Sulla suggestione dei mosaici pompeiani, la pennellata è rapida, sciolta, breve e si compone sulla tela come le piccole tessere di un mosaico.
La natura morta qui rappresentata è una delle tante che Severini dipinge in questi anni: su un tavolo dalla forma irregolare, quasi sospeso nel vuoto, si appoggiano alcune brocche in terracotta decorata, una fruttiera posta su un cubo, un vaso di margherite e una colomba bianca e grigia che dà il titolo al quadro. Rispetto alla rappresentazione convenzionale del tema, Severini introduce anche alcuni segni di vita come i fiori piantati in un vaso e la colomba, stimolando così una più ampia riflessione sul reale, avvertito come un insieme instabile e complesso.
Gli oggetti diventano elementi compositivi inseriti nel dipinto secondo schemi matematici proporzionali in una struttura equilibrata riconducibile a una forma piramidale. Per Severini infatti è la geometria che può offrire un codice di validità universale. Senza tornare alla prospettiva tradizionale, lo spazio viene interpretato, sia attraverso la calibrata posizione dei singoli oggetti e la reciproca relazione, sia tramite le marcate ombre. (GF)


Autore, Titolo, 1158