Paesaggio

Scheda Tecnica

Anno: 1958
Misure: 33 x 46 cm
Tipologia: dipinto
Materiale: olio su cartone
Provenienza: Opera concessa in deposito dalla famiglia Ferrazzi nel 2007


Codice di inventario:
1214

Paesaggio

Formatosi sulle correnti figurative europee, da Courbet a Van Gogh a Picasso, negli anni cinquanta, dopo l’esperienza di Corrente, Guttuso continua la sua ricerca pittorica legata alla realtà, affiancando a temi politico-sociali, soggetti di genere tradizionale come nudi, ritratti, nature morte e paesaggi.
I riferimenti al linguaggio postcubista degli anni postbellici e l’uso del colore di ambito espressionista in Paesaggio sono armonizzati in una composizione dall’impianto ben definito. Sono gli anni in cui Guttuso studia Cézanne e ne riprende la solidità strutturale attraverso l’uso della luce, come scrive: “La luce in Cèzanne è quella che dà forma, individua gli oggetti non li amalgama”. La corsiva pennellata infatti non disgrega le cose, ma conferisce loro volume e le colloca nello spazio.
Abbreviazione della scrittura pittorica ed espressività della materia sono da ricondurre a un’accorta attenzione alle novità informali legate soprattutto alle esperienze dell’ultimo naturalismo italiano.
Il dipinto è costruito sull’intreccio dei tronchi scuri degli alberi che crea una trama in cui le brevi e veloci pennellate dei verdi delle foglie si dispongono creando un ritmo.
Il colore denso e timbrico condensa nel tocco le variazioni della luce generando un sapiente gioco di modulazione cromatica.
La natura appare viva, rigogliosa: i verdi e i marroni, nelle loro molteplici declinazioni, testimoniano la pura adesione del pittore al reale e alla natura in un ritorno alla terra, alla ciclicità delle stagioni e alla verginità primigenia.
Guttuso, secondo Crispolti, nella seconda metà degli anni cinquanta passa da un “Realismo sociale” a un “Realismo esistenziale”, inteso come “implicazione di oggetti, cose, figure umane, ambienti interni o esterni urbani, strade, paesaggi, in una contingenza di prossimità di vissuto, di materialità, in un’immediatezza vitale che scavalca ogni pregiudizio”.
I paesaggi rappresentati sono infatti luoghi conosciuti e intimi come la Sicilia, Capri, i dintorni di Varese e il suo giardino di casa a Velate, luoghi in cui, in modo spontaneo, la memoria del vissuto si fonde con il sempre nuovo stupore del rinnovarsi della natura. (GF)


Autore, Titolo, 1158