UP@GIOTTO

Domenica 24 novembre tutte le famiglie sono invitate alla riapertura del MA*GA e all'evento UP@GIOTTO, un gioco collettivo ideato da Alessandro Ceresoli e gruppo A12 con il coordinamento di Rossana Ciocca. 

L'arena esterna del MA*GA sarà lo scenario perfetto per la costruzione di questa performance e laboratorio collettivo: tutti i bambini e tutte le famiglie sono invitati!

Il Laboratorio si terrà dalle 15.00 alle 18.00 e la partecipazione è gratuita.

Realizzato per la prima volta nel 2010 nelle strade di Città del Messico, Giotto prevede la partecipazione dei partecipanti a una gara di “disegno dettato”.
40 carte + una, formano il mazzo di Giotto dove la variabile (+1 ) è la carta che rappresenta in qualche modo la Città che accoglierà il “Gioco”.

I giocatori pescano a turno da un mazzo una carta sulla quale è riprodotto un disegno che devono descrivere agli altri giocatori. Questi ultimi disegnano ciò che viene loro descritto sulla strada, con gessetti bianchi o colorati. Quando tutti hanno finito, la carta viene svelata e viene votato il disegno che più si avvicina all'originale.
La piazza prescelta diventerà̀ così il terreno di gioco temporaneo di Giotto, attivando l’attenzione e il coinvolgimento dei passanti e degli abitanti del quartiere, nel corso della performance la piazza sarà progressivamente coperta dai disegni realizzati dai giocatori, andando a costituire un unico grande intervento artistico, ad un tempo collettivo ed effimero.

“Giotto è un gioco povero come quelli con cui si divertivano i nostri padri e i nostri nonni, è un gioco di strada come quelli che si facevano usando noccioli di frutta, sassi, tappi di bottiglia e molta fantasia, è un gioco di gruppo per indovinare disegnando e per interpretare con l'immaginazione. Giotto si gioca per strada usando dei gessetti e un mazzo di carte che chiunque può̀ preparare anche da sé. Giotto aggrega le persone, diverte e attraverso i disegni fatti sui marciapiedi, nelle piazze o sulle strade, lascia una traccia che non inquina, destinata a sparire in pochi giorni.” (A. Ceresoli – A12).