Video Room - Voglio vedere le mie montagna


VIDEO ROOM

Uno spazio dedicato agli artisti che hanno realizzato opere video scelte per Voglio vedere le mie
montagne
con un continuo calendario di proiezioni per tutto l’arco della mostra.
Gli artisti invitati a Video Room sono:

7-10-12-14 Febbraio Gilles Aubry

IL TUO GOVERNO, 2015

Gilles Aubry è un artista sonoro. Nel suo lavoro tematizza l’uso di suoni d’ambiente raccolti sul terreno delle sue ricerche, utilizzando archivi audio e interviste per creare performance live e installazioni, pubblicazioni e film senza immagini. Il suo lavoro è caratterizzato da fasi di ricerca antropologica o semplicemente rivolta ai legami tra suoni e culture. A partire da questo interesse incrociato per la musica sperimentale, l’uso politico del suono e la cultura popolare, Aubry per Voglio vedere le mie montagne ha prodotto un lavoro articolato in due elementi circostanziati: un film incentrato sul sonoro con immagini statiche nel quale l’artista racconta la storia dei movimenti operai italiani in Svizzera nel corso degli anni sessanta e settanta. Le voci di alcuni musicisti sperimentali di origine italiana leggono i testi tratti da documenti d’archivio delle Colonie Libere Italiane in Svizzera. A queste si intercalano alcune interviste fatte all’epoca dalla sociologa Delia Frigessi. Le sequenze musicali improvvisate dagli stessi musicisti intervistati dall’artista costituiscono la colonna sonora del film “Il tuo governo”. Negli spazi della balconata al secondo piano in cui è allestita la collezione, Aubry colloca un impianto audio che diffonde la lista degli artisti amatoriali che hanno partecipato ad un concorso presso il Gewerbemuseum di Winterthur. La lista ci informa del loro mestiere, del tema di rappresentazione del quadro e del luogo di residenza di ogni concorrente. Spesso separati dalle loro famiglie poiché la legge svizzera non consentiva ai lavoratori stagionali di portare con loro i loro cari, la questione dell’occupazione del tempo libero è percepita dalle autorità svizzere come un problema. Da qui il nome dell’installazione.

8-11-13-15 Febbraio Angela Marzullo

L'artista presenta al MA*GA  un ciclo di video girati dal 2005 ad oggi e dedicato ad una riflessione sulle relazioni tra i modelli educativi, la creazione dell’identità, la pratica artistica contemporanea e un processo di reinterpretazione e rilettura della storia recente. Con Performing l’artista rimette in scena alcune performance storiche degli anni settanta in cui le protagoniste sono le figlie dell’artista stessa. Da allora tutti i suoi film hanno come protagoniste le figlie, che nel frattempo crescono, in opere come Concettina (2010) e The Crisis of Education (2012).

dal 17 al 22 Febbraio Gianni Motti
“Higgs”, à la recherche de l’anti-Motti
Cern, Genève, 2005, performance, 5’ 50’’, DVD, 60’

dal 24 al 27 Febbraio Marco Poloni

Scomparsa delle lucciole (Disappearance of the Fireflies), 2011
20’, Super-16mm transferred to HD video, colour, sound

The Analogous Dam, 2010
23’19’’, Super-16mm transferred to HD video, colour, sound

I due film fanno parte di una costellazione di opere (in tutto 8 film) dal titolo The Analogue Island;
un’investigazione sulle configurazioni del potere in Sicilia e gli effetti sul territorio.Un’analisi del
sistema “parassitario” connesso alle reti di potere e di governo.
Il film Scomparsa delle lucciole (Disappearance of the Fireflies) è un racconto sperimentale sulle
relazioni di potere tra Stato e mafia, ambientato in un’area devastata della Sicilia.
Il film segue un giudice e un ispettore di polizia durante delle indagini. I due uomini si muovono di
notte in una zona costellata da rovine e mentre l'ispettore di polizia colloca una cimice di
sorveglianza, il giudice, che è anche un entomologo, istituisce una trappola per insetti notturni.
Il film prende il titolo e spunto da un'immagine forte proposta nel 1975 da Pasolini in un articolo
in cui analizza le trasformazioni del potere in Italia e profeticamente prevede la
spettacolarizzazione della politica.
Da qui Poloni sviluppa una serie di concetti e fili narrativi facendo emergere il tema della mafia
come potere senza volto e il suo impatto sul paesaggio urbano - in particolare attraverso
l'architettura incompiuta.
The Analogous Dam esplora la diga siciliana spettrale di Blufi, una delle più imponenti opere di
architettura pubblica incompiuta nel sud Italia. Mal gestiti e infiltrati dalla mafia, questi progetti
incarnano le difficoltà di un certo "Sud" a prendere in mano il proprio futuro, e richiamano il
concetto di “ruines in reverse” di Robert Smithson (letteralmente “rovine all’inverso”). La sequenza
filmica s’interseca con una voce fuori campo che di volta in volta sposta la prospettiva da
descrittiva a storica, da politica a estetica.

dal 3 al 8 Marzo Alan Bogana
CASE 03 D - P1 - Diamond Mountain Drift
2013, CG video, 1080p, 2m40s loop
Edition of 5 + 1AP +1EC


La ricerca di Alan Bogana si sviluppa attorno all’arte digitale creando relazioni e interconnessioni
con una concezione della scienza per così dire “vernacolare”. Ciò che interessa l’artista è
l’idea che si possa guardare alla scienza mantenendo con essa un rapporto di immediatezza.
Negli ultimi anni Bogana si è soermato sulle relazioni tra luce e materia, sulle proprietà dei
materiali traslucidi e i fenomeni di messa a fuoco della luce (come per esempio gli eetti che le
ombre creano sul fondo di una piscina piena d’acqua). Dal tentativo di riprodurre in modo digitale
questi eetti nascono delle immagini ibride, delle proiezioni algoritmiche che, sottratte
all’oggetto d’origine, vivono di vita propria. L’esempio delle gure presenti nel video e utilizzate
anche nella comunicazione della mostra ne sono il chiaro esempio: la forma graca di
questo calcolo appare come una sorta di oscura montagna, amplicando ulteriormente la
natura traslata di questa immagine.

dal 10 al 15 Marzo R. Cuomo e M. Iorio

La Mina
Un film di Loredana Bianconi, 58’, 1989
presentato nel programma Cinema delle Rondini a cura di Raphaël Cuomo e Maria Iorio

La Mina è un film sugli emigrati italiani nel Belgio degli anni ’50. Un documento che evoca con brillante lucidità i contrasti emotivi vissuti dai migranti italiani nello svolgersi della vita quotidiana.
Le immagini di Marcinelle, paese tristemente famoso per il disastro che lo colpì la mattina dell’8 agosto del 1956 a causa di un incendio nella miniera di carbone Bois du Cazier, vengono viste attraverso gli occhi di Mara, una bambina italiana immigrata di dieci anni. Il film gioca sull’alternanza tra scene liete e gioviali e scene drammaticamente realistiche che ritraggono così nel loro insieme una vita di contrasti: la tenera complicità di Mara con il nonno quando vanno a coltivare l’orto, i giochi della fanciulla e della sua amica nel solaio, una veglia funebre, la fuga delle bambine verso l’Italia. Oppure il clima familiare durante le feste, quando si gioca a tombola, l’estasi davanti al pacco giunto dall’Italia, le danze sulle note delle canzoni popolari italiane, interrotte però da discorsi politici sul tema delle miniere o degli incidenti che vi possono capitare.

Il programma Cinema delle Rondini analizza e approfondisce i legami tra cinema e migrazione. Propone una serie di produzioni indipendenti o che per lo meno sembrano non comparire nella storia ufficiale del cinema italiano. Film che non si limitano ad analizzare un territorio nazionale e che entrano nel merito di una situazione politica esaminandone la complessità. Cinema delle Rondini invita a ripensare la storia delle migrazioni internazionale attraverso la storia del cinema, e le sue potenzialità discorsive di critica del reale.

Cinema delle Rondini fa parte di Unfinished histories, a cura di Maria Iorio e Raphaël Cuomo. www.unfinishedhistories.org

Un particolare ringraziamento a Florence Derauw e Noémie Daras, Wallonie Image Production.

Cinema delle Rondini fa parte di Unfinished histories, a cura di Maria Iorio e Raphaëll Cuomo. www.unfinishedhistories.org