Stelarc

STELARC alla GAM!

Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, 25 ottobre 2009

Domenica 25 ottobre 2009, è la data in cui è avvenuto lo straordinario appuntamento del pubblico con STELARC, artista di fama mondiale, precursore e pioniere delle ricerche legate al rapporto tra corpo e nuove tecnologie.
Una bellissima lecture e una formidabile performance con STELARC protagonista si sono succedute negli spazi espositivi della GAM in un clima entusiastico e di eccezionale accoglienza.
La prima parte della giornata ha visto la presentazione e analisi, da parte dell’artista, delle sue più importanti performance e installazioni interattive, a partire dalle Sospensioni della prima metà degli anni Settanta, fino ad arrivare ai progetti di ibridazione tra uomo e macchina che continuano oggi a caratterizzare la sua ricerca.
Al dibattito attorno al tema del corpo e dei suoi possibili rapporti con i sistemi tecnologici e interattivi ha preso parte anche l’artista catalano Marcel.lì Antunez Roca, a cui la GAM di Gallarate già nel 2007 aveva dedicato un’importante retrospettiva.
La serata si è conclusa con la performance di STELARC, lavoro di grande fascino e potenzialità che ha evidenziato la stretta continuità tra l’attività storica dell’artista e i nuovi ambiti di indagine insiti nella dimensione virtuale.

L’evento STELARC ALLA GAM! è stato realizzato in collaborazione con AIEP- Ariella Vidach, Milano e Avventure in Elicottero Prodotti, Lugano, all’interno del progetto Tec Art Eco, con il sostegno del P.O di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Svizzera / FESR-Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
L’appuntamento dedicato a STELARC, tra i pionieri nell’utilizzo di tecnologie interattive e robotiche nelle performance dal vivo, è il primo di un programma triennale (2009-2011) di Festival interdisciplinari, laboratori produttivi, workshop e incontri con ospiti internazionali.


Biografia
Stelarc è nato nel 1946 a Limassol, Cipro e vive e lavora in Australia.
Come una specie di nomade cibernetico, ha però spostato il suo corpo e le sue sperimentazioni in luoghi geografici molteplici , attraversando gli istituti di ricerca e le università dove lavora: Tokio, Toronto, Berlino, Londra.
Ha utilizzato strumenti medici, protesici, sistemi di realtà virtuale e Internet per esplorare, estendere e amplificare i parametri operativi del corpo; ha filmato all'incirca 2 metri del proprio spazio fisico interno (polmoni, stomaco, colon) con una scultura-sonda, si è sospeso a sistemi di uncini conficcati nella propria carne per 25 volte tra il 1976 e il 1988. Ha messo in scena delle performance con una terza mano, con un braccio virtuale e con un corpo virtuale. Lavori come Ping Body e Parasite mettono alla prova le nozioni di sistemi nervosi esterni, estesi e virtuali collegando il corpo dell'artista a Internet.
Nel 1995 Stelarc ha ricevuto una borsa di studio triennale dalla Commissione australiana per le arti visive.
Nel 1997 è stato nominato professore onorario di arte e robotica alla Carnegie Mellon University. Al momento è consulente alla ricerca per la Nottingham/Trent University.

Poetica
Stelarc lavora sull’artificialità del corpo intesa come territorio di sperimentazione e mezzo con cui mettere alla prova e testare i limiti della componente organica del nostro corpo biologico. Stelarc vuole superare le limitazioni della "vecchia carne" sottoponendola a condizioni estreme e dimostrandone l’attuale obsolescenza, aprendo una via ai possibili innesti tecnologici. Le pratiche di Sterlac vogliono quindi quasi essere sperimentazioni scientifiche e vanno al di là dei masochismi espliciti degli "Azionisti Viennesi" degli anni Sessanta-Settanta, che inscenavano performance con violente mutilazioni corporee autolesioniste e non vogliono neanche essere azioni artistico-espressive corporee come quelle di molta Body Art. La tecnologia non è vista come qualcosa di opprimente e castrante, bensì come mezzo per amplificare l’azione corporea ed arrivare alla costruzione di un "organismo nuovo", un cybercorpo, che, tramite la tecnologia, può allargare l’area dell’esperienza e aprire la strada verso possibilità insperate. Già alla fine degli anni Sessanta Stelarc sperimenta pratiche che tendono a verificare i limiti fisiologici e psichici dell’organismo umano, e inizia ad indagare strumenti di potenziamento del corpo. Sono un esempio di questo le "sospensioni" che egli inscenò nei primi anni della sua azione artistica, in cui sospendeva in aria il suo corpo prima retto da imbragature, poi da ganci infilzati nella pelle (come alcuni rituali sciamanici). In questo modo il corpo viene "educato" alla resistenza e al superamento delle condizioni limite, come in alcune forme di ritualità orientale e di teatro giapponese, al fine di studiarne le dinamiche strutturali in seguito agli interventi diretti perpetuati dall’uomo e dalla tecnologia su di esso.

Foto

24/10/2009