Museo Chiama Artista. Gianluca e Massimiliano De Serio. Un ritorno


5 April  -  2 May 2014

"Museo Chiama Artista. Gianluca e Massimiliano De Serio. Un ritorno"
a cura di Ludovico Pratesi e Angela Tecce

un progetto promosso da:
PaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo | Servizio architettura e arte contemporanee
AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani

PRESENTAZIONE ALLE ORE 18.00 di Sabato 5 aprile

Museo Chiama Artista  è un progetto di AMACI, l’Associazione dei Museo d’Arte Contemporanea Italiani, dedicato alla produzione di nuove opere da presentare e diffondere l’opera di giovani artisti italiani. Ogni anno una differente produzione viene supportata dall’associazione, per venire poi presentata nei vari musei italiani membri dell’Associazione.

Per la prima edizione di Museo Chiama Artista, a cura di Ludovico Pratesi e Angela Tecce, i Direttori dei musei AMACI hanno scelto di commissionare la realizzazione di una nuova opera ai gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio, che da diversi anni coniugano il loro percorso di artisti visivi con la carriera cinematografica, in una costante ricerca di equilibrio tra la fotografia, nella quale sono maestri, e i propositi artistici. Da questa “chiamata” ha preso forma il film Un Ritorno, nato in un momento di crisi creativa degli artisti, e dalla loro necessità di capirne le ragioni e superarla. Avvalendosi della collaborazione di Giuseppe Regaldo – ipnotista esperto in tecniche d’ipnosi rapide – la coppia di artisti diventa soggetto e oggetto di un esperimento di ipnosi simultanea: in questo stato dialogano e si filmano, intrecciando il discorso con i ricordi di infanzia fino al momento prenatale, in cui erano nel ventre materno, in un processo di regressione progressiva senza la mediazione del racconto. Oltre a essere il primo esperimento del genere a oggi conosciuto, in cui due gemelli sono indotti in stato d’ipnosi simultanea, si tratta di un tentativo di dialogo sulla crisi che stanno attraversando, con l’obiettivo di raggiungere uno stato d’introspezione profonda. Un Ritorno cerca di portare a compimento il trasferimento della crisi da esterna (creativa) a interna (identitaria), attraverso uno sguardo incrociato puntato su quella zona normalmente invisibile che è l’inconscio. “I protagonisti sono loro stessi, il loro essere gemelli, il loro parlarsi e guardarsi in uno specchio vivo – ribadisce Beatrice Merz – Sono il doppio, l'inizio della moltiplicazione dove nasce il dubbio dell'altro in se stesso”.

Gianluca e Massimiliano De Serio, 1978. Gemelli, lavorano insieme dal 1999. Negli anni hanno prodotto vari film brevi e documentari che hanno partecipato ai più importanti festival di cinema nazionali e internazionali, aggiudicandosi numerosi premi. Hanno esordito nel lungometraggio per il cinema con Sette opere di misericordia nel 2011, presentato in anteprima nel concorso internazionale del Festival del Film Locarno.
Protagonisti dei lavori dei De Serio sono identità sradicate, alle prese con una continua ridefinizione di sé, o identità collettive, inedite e interstiziali, in un percorso ibrido tra messa in scena, memoria e performance, dove il lavoro filmico diventa luogo di scambio e strumento per emergere dall’invisibilità.
Tra i film: Sette opere di misericordia, Bakroman, L'Esame di Xhodi, Zakaria, Mio fratello Yang, Maria Jesus, Il giorno del santo. Tra le installazioni: Looking for Luminita, Stanze, Bakroman, No fire zone, Love, Come l’acciaio, Tanatologia-14/5/1958, Shade.
Tra i premi: Premio Don Quijoote, Locarno; Prix du Jury, Festival International du Film de Marrakech; Grand Prix, Annecy Cinéma Italien; Premio Navicella. Tre Nastri d'Argento per il corto e tre candidature per il lungometraggio, candidatura EFA per il corto, due candidature al David di Donatello per il corto, candidatura al Golden Globe per corto e lungometraggio.
Tra le antologiche: Festival Der Neue Heimatfilm Freistadt; Museo de Arte Moderno, Cali; CCA, Tel Aviv; INHA, Paris.
Tra le personali: Looking for Luminita, GAM, Torino. No Fire Zone, Fondazione Merz, Torino. Bakroman, Ar/ge kunst, Bolzano; Guido Costa Projects, Torino; Love,  Galerija Vartaji, Vilnius; Videozone 4, CCA, Tel Aviv.
Tra le collettive: The 338 Hour Cineclub, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Stanze, Artists film International: Whitechapel Londra; Para Site, Hong Kong; Henie Onstad Kunstsenter, HØvikkoden (Oslo); Istanbul Modern, Istanbul; Ballroom Marfa; City Gallery, Wellington; Fundación PROA, Buenos Aires; Sàn Art, Ho Chi Minh City; Kulturni Centar Beograda, Beograd; NMC, Haifa; Neuer Berliner Kunstverein, Berlin; GAMeC, Bergamo. The Wordly House, dOCUMENTA (13), Kassel; Premio Italia Arte Contemporanea, MAXXI,, Roma (Menzione speciale della giuria); Speackle imaging, Waseda Univeristy, Tokyo; The Documentary, Prometeogallery, Milano; Au pair, Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo; Mal d'archive, Friche la Belle de Mai, Marseille; Italian Open, Annet Genlink Gallery, Amsterdam; Report, Video in onda dall’Italia, GC.AC, Monfalcone;  Psychology of the Pawn, Participant Inc. New York; Manifesta7, Trento; Neverending Cinema, Galleria Civica di Trento; Confini-Boundaries, MAN, Nuoro; T1 e la sindrome di Pantagruel, Fondazione Merz, Torino.