La notte salva

Scheda Tecnica

Autore: Ambra Pittoni
Anno: 2011
Materiale: installazione sonora
Provenienza: opera di proprietà dell'artista

La notte salva

Ambra Pittoni

La notte salva è un'opera in progress, iniziata da Ambra Pittoni nel 2011 è in continua evoluzione e si presenta come un archivio delle registrazioni di suoni animali eseguiti da esseri umani.
Una narrazione tassonomica volta a raccogliere fonemi ibridi tra l’animale, l’umano e il fantastico.

«Una sera decisi, suscitando non poca ilarità, di chiedere a degli amici di imitare il suono di un animale a loro scelta mentre io li avrei registrati.  Mi colpirono subito i gesti e i diversi modi in cui ognuno decideva con timidezza e audacia allo stesso tempo di inscenare l'animale, affaticando l'ugola, cambiando la propria postura. Compivano uno sforzo bellissimo, connotato a volte da un'affascinante goffaggine, causata dalla fatica di inseguire una rappresentazione, unʼideale, un sentimento specifico, un totem.
Mi è stato subito chiaro che la relazione tra lʼUomo e lʼAnimale è una relazione “politica” e inesorabilmente malinconica poiché legata in parte anche al sentimento di perdita.» (Ambra Pittoni)

Le opere di Ambra Pittoni emergono da vari tipi di azioni, riflessioni e mezzi artistici, assumono perciò forme sempre diverse. La sua ricerca si colloca nel crocevia tra diversi campi di conoscenza, mettendo in costante dialogo varie discipline e oltrepassando di conseguenza e di continuo i confini dei generi artistici.
Filo conduttore di questa caleidoscopica ricerca è il costante riferirsi alla fine dei tempi, all’ultimo giorno della Storia, intesa come momento di resa, di fine dell’azione; dimensione e ipotesi questa prefigurata da filosofi come W.Benjamin A.Kojève, G.Bataille, G.Agamben che indicano quel momento come il momento in cui l’individuo si troverà a ripensare la sua relazione con il naturale e con il sapere; tempo in cui l’arte e le idee si ricongiungeranno alla natura.
La "notte salva" è il nome di questa natura restituita a se stessa.

«Se l’uomo ri-diventa animale, anche le sue arti, i suoi amori e i suoi giochi dovranno ridiventare puramente “naturali”. Occorrerebbe ammettere, dunque, che, dopo la fine della Storia, gli uomini costruiranno i loro edifici e le loro opere d’arte come gli uccelli costruiscono i loro nidi e i ragni tessono le loro tele, che essi eseguiranno concerti musicali proprio come fanno le rane e le cicale, e giocheranno come giocano i cuccioli e faranno l’amore come gli animali adulti. Ma non si potrebbe dire, piuttosto, che gli animali poststorici della specie Homo Sapiens (che vivranno nell’abbondanza e in piena sicurezza) saranno contenti in funzione dei comportamenti artistici, erotici e ludici, visto che, per definizione, se ne contenteranno. » (A. Kojève, Introduction à la lecture de Hegel)


Autore, Titolo, 1158